Dr. Vittore Costa Chirurgia protesica di anca e ginocchio
Dr. Vittore CostaChirurgia protesica di anca e ginocchio 

FISIOTERAPISTA: IL TUO FACILITATORE, L’ENZIMA CHE TI AIUTA  A STARE BENE

A cura della Dottoressa Gabriella Marini

Fisioterapista, Tutor Area Ortopedica, Professore a contratto presso il Corso di Laurea in 

Fisioterapia dell’Università di Padova, Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie. Specialista in Ri-abilitazione Ortopedica Protesica.

Ho sempre cercato di analizzare, nella pratica clinica quotidiana, quali elementi e strategie 

potessero essere di aiuto al paziente operato di protesi  per ottenere  un rapporto di fiducia e di 

relazione efficace. Ho sperimentato fin da subito che l’unica via era raggiungere una comunicazione empatica, che crea le premesse essenziali  per un rapporto terapeutico.

Per diventare l’enzima, il catalizzatore del processo di benessere per il paziente è essenziale che il Fisioterapista sappia ascoltare.  Questo ritengo sia l’aspetto più importante  della comunicazione, ed è anche quello che facilita il processo terapeutico. La capacità di riconoscere aspetti visivi, auditivi e cinestesici per soddisfare al meglio i bisogni emotivi del paziente è il primo passo dell’incontro. E’ fondamentale cogliere dalla comunicazione non verbale i segnali del corpo capendo in anticipo gli stati d’animo del paziente e raggiungere così una sintonia efficace. 

Riconoscere i segnali di gradimento o rifiuto espressi con il corpo, braccia, mani, espressione del viso aiuta il fisioterapista a calibrare  gli obiettivi della terapia.

Un altro strumento di lavoro fondamentale  per il Fisioterapista è il linguaggio cioè la scelta dei termini che favoriscano la comunicazione. 

Ci sono persone che nascondono forti disagi emotivi dietro a continue obiezioni , ed è compito di chi lo sta trattando riuscire ad essere una figura di riferimento attraverso espressioni adeguate di rassicurazione.

Il bravo riabilitatore avrà inoltre cura di mantenere costanti relazioni con le persone vicine al paziente, in modo da ottenere da esse complicità e  collaborazione. Mettendo in atto queste semplici ma non scontate strategie, il fisioterapista sarà in grado di stimolare la resilienza del soggetto, cioè quella capacità di reagire in modo costruttivo di fronte a  situazioni difficili come stress, paura, disabilità, dolore….  Infatti è il livello di resilienza del paziente a determinare la capacità di resistenza e di superamento delle avversità,  al di là del livello di cultura e di istruzione di ognuno. 

  Per aumentare il livello di resilienza si possono intraprendere abitudini che favoriscano 

l’adattamento positivo allo stress da traumi. Alcuni di esse sono qui sotto elencate:

 

1) Imparare a gestire le nostre emozioni e adottare un punto di vista più ottimista anche se realista.

2) Allenare la forma fisica compatibilmente alla disabilità

3) Imparare ad accettare la realtà.

4) Coltivare una fitta rete di relazioni sociali.

5) Osservare e imitare gli atteggiamenti delle persone con alta resilienza.

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